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N°104 - Mai 2008
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Par Alessandro Michelucci

 
 

Berlusconi, atto terzo

 
 

Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile hanno segnato la vittoria del Popolo della Libertà (PDL), la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi.

 
 

- A questo successo ha dato un contributo decisivo il risultato della Lega Nord, alleata di Berlusconi ma presente con la propria lista. Il grande sconfitto è il nuovo Partito Democratico (PD) di Walter Veltroni, nato dalla fusione di DS (Democratici di Sinistra, ex comunisti) e Margherita (ex democristiani). Alleato di Veltroni era l'Italia dei Valori, il piccolo partito centrista dell'ex magistrato Antonio Di Pietro. Alla Camera dei Deputati la coalizione guidata da Berlusconi ha raggiunto il 46, 6 %, mentre il PD non ha superato il 37, 7 %.
Ma la vera novità è un'altra. Queste sono state le prime elezioni italiani che prevedevano delle soglie di sbarramento. In seguito a queste, nel sessantaduesimo Parlamento dell'Italia repubblicana non ci saranno partiti di sinistra : la federazione della Sinistra Arcobaleno (Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi) ha superato di poco il 3 %, troppo poco per entrare in Parlamento. Lo stesso vale per il Partito Socialista di Enrico Boselli.
Queste elezioni hanno segnato la fine del bipartitismo imperfetto che era iniziato nel 1994, quando Silvio Berlusconi aveva iniziato la propria carriera politica. Da allora fino alle elezioni politiche precedenti (2006), la vita politica italiana aveva ruotato attorno a due schieramenti, uno di centrodestra (guidato da Berlusconi) e l'altro di centrosinistra (diretto da Romano Prodi).
In quest'ultimo convivevano anime diverse e spesso inconciliabili : dai cattolici moderati ai no-global, dagli ecologisti ai comunisti.
Le due nuove coalizioni, invece, sono molto più omogenee. Al tempo stesso, però, sono anche piuttosto simili fra loro ; in molti punti i loro programmi si somigliano. Alleanza Nazionale, il partito di destra di Gianfranco Fini, è stato praticamente assorbito nel Popolo della Libertà, perdendo la propria identità e affidando a Berlusconi il ruolo di leader. Dall'altra parte, i partiti che avevano dato vita alla Sinistra Arcobaleno hanno privato Veltroni del loro apporto.

Diversità regionali
I risultati elettorali hanno messo in luce varie diversità regionali. In molte regioni settentrionali spicca il successo della Lega Nord : 12, 3 % in Piemonte, 20, 8 % in Lombardia, 25 % in Veneto. Il PDL ha guadagnato la maggioranza relativa in dodici delle venti regioni italiane, superando in alcuni casi il 50 %. Il PD ha conquistato la maggioranza relativa in varie regioni, sia settentrionali (Valle d'Aosta ed Emilia Romagna) che centrali (Marche, Toscana, Umbria). In Sicilia si registra l'affermazione del Movimento per l'Autonomia (8 %), che aderisce alla coalizione di Berlusconi.

Destra e sinistra non c'entrano
Con questo nuovo successo elettorale Silvio Berlusconi diventa Presidente del Consiglio (Primo Ministro) per la terza volta, dopo i nove mesi del 1994 e il quinquennio 2001-2006. L'unico Presidente del Consiglio, in tutto il mondo, che possieda uno sconfinato impero economico fatto di tre reti televisive, giornali, case editrici, assicurazioni, una squadra di calcio e altro ancora. Berlusconi viene spesso definito un uomo politico di destra, ma la verità è un'altra. La sua azione politica non ha niente a che vedere con la dialettica destra-sinistra che esiste nel resto d'Europa. Pensiamo alla Francia : il PS e l'UMP sono avversari, ma si riconoscono in un interesse comune : garantire al proprio paese un futuro migliore. Niente di tutto questo accade in Italia : Berlusconi, legato a un'idea personalistica della politica, ha gestito l'Italia come se fosse un'azienda. Ha approvato leggi dei quali è stato il primo beneficiario. L'idea che torni al governo per altri cinque anni rappresenta un incubo per molti italiani.

 
 

Alessandro Michelucci

 
 
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