| |
Ill 16 giugno il regista Corso Salani è morto per un infarto mentre stava passeggiando sul lungomare di Ostia, nei pressi di Roma, insieme alla moglie Margherita. Figura anomala e poliedrica del cinema italiano, Salani ci lascia un prezioso bagaglio culturale e umano: attore e regista, sceneggiatore e soggettista, due anni fa aveva esordito come scrittore con Imatra. Pochi metri di Occidente (Donzelli, Roma 2008), ispirato al film omonimo. La sua vita è stata una grande lezione di stile.
Un regista libero
Acuto, raffinato, lontano milioni di anni luce dal divismo e dalla volgarità mediatica, il regista toscano ha un'eleganza naturale che gli viene da dentro. La sua parabola artistica, sia come regista che come attore, è segnata da un forte impegno sociale.
Nel 1989 realizza Eugen si Ramona, un documentario sulla rivoluzione rumena, al quale partecipano alcuni protagonisti delle rivolte che segnano la fine della dittatura comunista.
Gli occhi stanchi (1996) racconta la storia di Ewa, una ragazza polacca che torna in patria dopo aver trascorso vari anni in Europa occidentale. Il suo racconto mette in luce le delusioni di tante persone provenienti dall'Europa centro-orientale. L'interesse per le vicende umane di questa area geografica riappare in Occidente (2000). La protagonista è Malvina, una ragazza romena che vive ad Aviano, dove ha sede una base militare americana. Pochi anni prima la ragazza ha partecipato alla rivoluzione che ha abbattuto il regime di Ceausescu. Come negli altri film, il regista è anche il protagonista maschile.
Palabras (2003), ambientato in Cile, è la storia di un amore che si intreccia con un tema ecologico: la costruzione di una diga. Lei fa parte dell'associazione ambientalista che cerca di impedirla, mentre lui lavora per la ditta europea che vuole realizzarla. Nonostante il suo continuo girovagare per il mondo, Corso non dimentica il suo paese. C'è un posto in Italia (2005) è un documentario sulla campagna elettorale di Nichi Vendola, l'uomo nuovo della sinistra italiana, che viene eletto Presidente della Regione Puglia nel 2005. L'interesse per i temi politici riemerge in Ceuta e Gibilterra (2006). Con questo documentario Salani ci ricorda che anche in Europa esistono zone dove si concentrano tensioni territoriali ereditate dai tempi del colonialismo. Il film fa parte di Confini d'Europa, una serie di sei documentari realizzati in aree marginali ma molto interessanti per le loro peculiarità. A questo ciclo appartiene anche Imatra (2007), ambientato in Finlandia, che viene premiato al Festival di Locarno. Nel 2008 la prima edizione delle Giornate del cinema europeo dedica a Salani una retrospettiva integrale.
Poco dopo esce South by Southwest. Il cinema di Corso Salani (Il Castoro, 2008), il primo libro dedicato al regista fiorentino. Il volume, curato da Alberto Morsiani e Serena Agusto, è stato realizzato in occasione della rassegna omonima che si è svolta a Modena poche settimane prima. L'impegno sociale viene confermato dall'ultimo documentario, I casi della vita (2010), dedicato alle morti sul lavoro.
Un attore impegnato
Il muro di gomma (1991) è il più famoso dei film interpretati da Salani. Diretto da Marco Risi, il lungometraggio si concentra sul mistero dell'aereo che viene abbattuto il 27 giugno 1980 fra le isole di Ustica e Ponza. 81 morti, 30 anni di indagini che non hanno portato a niente. Salani, che esordisce come protagonista, interpreta efficacemente il ruolo del giornalista Rocco Ferrante, ispirato ad Andrea Purgatori, che indagò a lungo sulla strage.
Nel film L'ospite segreto (2003), diretto da Paolo Modugno, l'attore-regista veste i panni di un ufficiale della Marina che aiuta un immigrato clandestino accogliendolo sulla sua nave.
Il vento, di sera (2004) si concentra sul tema dell'omosessualità. Nel film di Andrea Adriatico Salani interpreta il ruolo del protagonista in modo intenso e convincente, tanto che viene premiato al Clorofilla Film Festival.
L'artista sottolinea il suo attaccamento a Firenze recitando in due film ambientati in questa città. Piano solo (2007), diretto da Riccardo Milani, racconta la vita di Luca Flores, un geniale pianista jazz che morì suicida nel 1995. Il successivo Mar Nero (2008), che segna l'esordio del regista fiorentino Federico Bondi, mette in primo piano la realtà quotidiana delle badanti, le immigrate che assistono anziani e disabili non autosufficienti.
| |