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N°149 - Février 2012
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Par Alessandro Michelucci

 
 

Fratello sikh

 
 

- Due venditori ambulanti senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, sono stati uccisi a Firenze la mattina del 13 dicembre. L'assassino è Gianluca Casseri, uno scrittore neofascista originario di Pistoia, che ha sparato sui due uomini dopo averli aggrediti e insultati. Casseri è riuscito a fuggire e ha raggiunto il centro della città, dove ha ferito altri due venditori ambulanti stranieri. Inseguito e poi bloccato in un parcheggio sotterraneo, si è suicidato. La tragedia ha scosso profondamente la città, che non aveva mai vissuto una tragedia simile. Il mondo politico e associativo, a Firenze come altrove, ha denunciato con forza una deriva razzista che comunque si era già manifestata in altre città, anche se in forme meno violente.
L'Italia è ancora incapace di gestire i problemi di convivenza derivanti dall'immigrazione con l'equilibrio che hanno manifestato altri paesi europei. Da una parte, gli immigrati hanno determinato una sensibile crescita della criminalità: dai reati sessuali allo spaccio di droga, dal furto allo sfruttamento della prostituzione. Dall'altra parte, in tutta Italia si sta diffondendo una xenofobia che il paese non aveva mai conosciuto. Comunque esistono delle eccezioni, cioè alcuni esempi d'integrazione fra italiani e immigrati. Il caso più importante è quello dei sikh, la minoranza religiosa d'origine indiana che si concentra in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio.

Dal Gange al Po
Il termine sikh deriva dal sanscrito sishya, che significa "discepolo". Questa religione nasce nel Punjab, uno stato dell'India settentrionale,
all'inizio del sedicesimo secolo. Il fondatore è Guru Nanak (1469-1539), che la concepisce come una fede monoteista con elementi derivati dall'induismo e dall'islamismo. Come il cristianesimo ha per simbolo una croce e l'ebraismo la stella di David, anche la religione sikh ha un emblema, il khalsa, una spada con due lame.
Oggi i sikh sono circa 25 milioni. La maggioranza vive in India, ma anche in Europa ci sono comunità consistenti. In Gran Bretagna sono oltre 700.000, cioè oltre l'1% dell'intera popolazione. In Italia l'immigrazione sikh è recente, ma conta già diverse migliaia di persone: 25.000 secondo le cifre fornite dalla comunità stessa, anche se osservatori esterni parlano di circa 10.000, ai quali si aggiungono i lavoratori stagionali. La maggior parte è impiegata nelle aziende casearie.
Diversamente da altre comunità immigrate in Italia, i sikh sono stati accolti favorevolmente. Lavoratori seri e affidabili, hanno portato in Italia la propria cultura, organizzando in varie città le stesse feste tradizionali che celebrano in India. Il rispetto che sono riusciti a guadagnare ha indotto le autorità italiane a costruire un tempio dove i fedeli potessero praticare la propria fede. Si tratta del più grande tempio sikh d'Europa, che è stato inaugurato a Pessina Cremonese, nei pressi di Cremona, il 21 agosto scorso. "Non abbiamo fatto altro che applicare la Costituzione" ha detto il sindaco Dalido Malaggi alla cerimonia d'inaugurazione. In effetti l'articolo 8 della Costituzione afferma che "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge".
In pochi anni, quindi, poche migliaia di sikh hanno ottenuto quel riconoscimento religioso che 1.500.000 musulmani aspettano ancora.
All'esperienza felice dell'immigrazione sikh il regista Michele Fasano ha dedicato un film intenso e stimolante, Filo di luce. L'opera sottolinea che questa comunità ha trovato in Italia una seconda patria, ma che al tempo stesso è rimasta fortemente legata a quella originaria.

 
 

Alessandro Michelucci

 
 
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